Autoveicoli aziendali, quando è responsabile il conducente e quando il datore di lavoro?

È opportuno tener presente che chi conduce un veicolo aziendale deve essere informato e formato per il compito che va a svolgere, scopri tutto sulle corrette modalità di utilizzo di un mezzo aziendale per la tua sicurezza.

Investire in sicurezza e formazione per i propri dipendenti non è solo una buona pratica per l’incremento della produttività, ma anche un dovere. Strumenti e documenti come la valutazione rischi sono fondamentali, oltre che per essere a norma, anche per aggiornare e tenere costantemente monitorata la situazione sicurezza in azienda, andando a catalogare e quantificare tipologie, grado di gravità e quantità di rischi a cui potenzialmente i lavoratori potrebbero essere sottoposti a seconda della mansione svolta e del settore in cui sono inquadrati. Da relativamente poco si parla, in relazione al DVR, o Documento di Valutazione Rischi, anche del rischio legato alla guida di un mezzo aziendale. Esso deve comprendere, se i dipendenti per lavoro conducono un mezzo aziendale e se per loro il luogo di lavoro corrisponde con la sede stradale, i rischi legati alla stanchezza, l’aspetto dei doppi turni di lavoro e le responsabilità sia del datore che del dipendente.

Nello specifico, l’obbligo del datore di lavoro di “individuare tutti i fattori di rischio esistenti e le loro reciproche interazioni, nonché la valutazione della loro entità, effettuata ove necessario mediante metodi analitici o strumentali”, e di mantenere sempre a portata e aggiornato il DVR (“custodito in azienda, non può essere parziale o inadeguato, ma deve comprendere tutti i fattori di rischio riscontrabili”), è stabilito dalla Circolare del Ministero del Lavoro 102/95, la medesima a dichiarare che debba essere nel DVR compreso il rischio legato alla guida, qualora questa attività sia parte integrante della mansione lavorativa.

Come abbiamo visto in questa puntata, coltivare la sicurezza nei luoghi di lavoro significa apportare miglioramenti tangibili all’ambiente di lavoro, all’atmosfera che fa parte della quotidianità dei lavoratori e alla reputazione aziendale, permettendo di risparmiare risorse e ridurre i rischi attraverso l’eliminazione di pratiche inefficaci o pericolose, che sono tra le principali cause di danneggiamento alle strumentazioni in uso, infortuni sul lavoro e conseguenti sanzioni.

Legge 81/08

Per i lavoratori che si spostano quotidianamente percorrendo chilometri in autostrada o nel ciclo urbano a bordo di veicoli aziendali, il veicolo guidato rappresenta lo strumento di lavoro, e la strada il luogo di lavoro. Ecco perché è fondamentale per l’azienda, oltre che previsto dalle normative, portare avanti in maniera puntuale il discorso sulla sicurezza alla guida. Come sai, in Italia la sicurezza sul lavoro è regolamentata dalla legge 81 del 2008, che è stata ampliata e adeguata rispetto alla precedente legge proprio per garantire in maniera inconfutabile il diritto alla sicurezza e la sua tutela regolamentando organicamente tutta la materia della sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

 

La legge 81/08 è anche quella che definisce le modalità di partecipazione ai corsi per la sicurezza, che riguardano tutti gli ambiti professionali e sono obbligatori per tutti i lavoratori, non esistendo attività esenti da rischi, determinando nel contempo le attività di formazione in materia di sicurezza, in ottemperanza all’Accordo Stato/Regioni. Ma come si declina la 81/08, o Testo Unico sulla Sicurezza, nel caso specifico della conduzione di un veicolo in dotazione? Se un lavoratore usa un’auto, un autocarro, un furgone o altro mezzo aziendale per lo svolgimento dell’attività lavorativa che cosa comporta la legge dal punto di vista della sicurezza sul luogo di lavoro?

In generale, in qualità di responsabile della sicurezza il datore di lavoro è tenuto a operare un controllo continuo nel tempo, anche tramite persona incaricata, sul mantenimento e rispetto delle normative in materia di sicurezza condivise per lo specifico settore, che, nel campo guida, sono ad esempio evitare una condotta imprudente dei veicoli in dotazione. E, a definire quali siano invece le modalità idonee di utilizzo del veicolo aziendale in base all’analisi dei rischi sono proprio gli art. 17 e 28 e 29 sempre della 81/08, in accordo a un altro fondamentale articolo, questa volta del Codice civile (art. 2087), che parla degli obblighi del datore di lavoro, incaricato di mettere in atto con precisione “le misure che secondo la particolarità del lavoro, esperienza e la tecnica sono necessarie a tutelare l’integrità fisica dei prestatori di lavoro”. Il datore, inoltre, dovrebbe attivarsi anche per tutelare il lavoratore dalla sua stessa imprudenza, cioè cercare di eliminare tutti quei rischi in cui il dipendente potrebbe incorrere per motivi di lavoro, ad esempio avere un colpo di sonno a causa di un doppio turno, o incorrere in distrazione per motivi prevedibili.

INAIL e OT23

Anche l’INAIL, in quanto Istituto Nazionale Assicurazioni Infortuni sul Lavoro, fornisce direttive e linee guida in tema di provvedimenti ed azioni idonee a favorire il miglioramento della sicurezza e di conseguenza anche la riduzione del tasso medio per prevenzione, che si può ottenere tramite il Modello OT23 presentando attestazione degli interventi migliorativi della sicurezza dei dipendenti realizzati nell’anno precedente alla domanda.

Tra gli interventi ritenuti validi ai fini della riduzione del premio assicurativo, che sono suddivisi in 6 sezioni, appare anche, alla sezione b, la “prevenzione del rischio stradale”: questa prevenzione può essere effettuata dalle persone preposte tramite attività di formazione specifica i cui requisiti sono anch’essi dettagliatamente descritti e stabiliti (ne abbiamo parlato nel dettaglio qui).

 

 

Lavorare sulla sede stradale come conducenti di veicoli comporta svariati rischi intrinsechi all’attività in sé, come l’effetto delle vibrazioni o dello stare seduti per ore in posizione “sedentaria”, e anche il rischio di incidenti in itinere, che è a tutti gli effetti da considerarsi tra gli infortuni di lavoro. Questo perché, come definito dall’art. 12 del D.Lgs 23 febbraio 2000 n. 38, nei casi in cui il dipendente guidi un veicolo fornito direttamente dal datore di lavoro per esigenze lavorative oppure il luogo di lavoro non sia raggiungibile con i mezzi pubblici in tempi similari che con un mezzo privato, l’INAIL tutela i lavoratori anche in caso di infortunio avvenuto all’andata o al ritorno lungo il tragitto casa-lavoro.

Poiché al comma 1 dell’art. 28 della legge 81/08 si dice che devono essere valutati tutti i rischi, è compreso anche il rischio derivante dall’uso di veicoli aziendali, che, prima di essere assegnati come strumento di lavoro, devono essere esaminati e riconosciuti idonei, mentre il lavoratore deve essere informato riguardo ai presidi antinfortunistici e ovviamente su come svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza, mentre il datore si assume la responsabilità di vigilare costantemente che tali condizioni di sicurezza vengano rispettate e mantenute per tutta la durata dell’attività.

Per coloro che non lavorano alla guida, il rischio stradale è presente sempre, ma come rischio generico: tutti noi quando ci mettiamo in macchina accettiamo che possa accaderci qualcosa. Diventa rischio specifico di lavoro quando ad esso si aggiunge qualcosa di derivante da precise mansioni di lavoro, anche perché vi è un altro articolo, il 18, che obbliga i datori di lavoro ad assegnare i compiti ai dipendenti secondo le loro specifiche capacità e condizioni (di salute, ecc), perché ad esempio per guidare per lavoro occorre una dimostrata idoneità psicofisica.

Settore sanitario

Anche nel settore sanitario, chi guida un veicolo speciale, un’ambulanza dell’Associazione, per preservare la propria incolumità, il veicolo guidato da eventuali danneggiamenti e le altre persone e veicoli deve essere opportunamente aggiornato in merito alle misure di prevenzione e i corretti comportamenti da tenere alla guida: infatti, per essere conducenti di veicoli speciali, occorre un’adeguata formazione alla guida, un iter calibrato e specifico di addestramento volto a preparare l’Autista sia dal punto di vista teorico che, soprattutto, pratico e fattivo: tecniche di guida, conoscenza approfondita del veicolo che va a condurre, il corretto approccio agli scenari che si possono presentare durante il servizio a seconda delle condizioni variabili di: paziente, traffico, condizioni meteorologiche, tipo di tracciato, tipologia di codice, condizioni di stress/emergenza/pericolo/scarsa visibilità, eccetera.

 

 

Il lavoro dell’Autista di ambulanza è molto stressante, perché chi conduce un mezzo in emergenza è sottoposto a ritmi serrati, a carichi emotivi impegnativi e a una vera e propria fatica psicofisica, ecco perché è necessario prepararlo nel migliore dei modi. I rischi stradali compresi nel raggiungere l’emergenza il più rapidamente possibile sono purtroppo spesso aggravati dal comportamento degli altri veicoli.

In ogni caso, l’Autista di veicolo sanitario è tenuto a rispettare le norme del Codice della strada tenendo presenti anche le leggi e le sentenze che riguardano l’incidente accaduto, ovvero il fatto che avere sirene e lampeggianti in funzione (stato di emergenza) non esime l’Autista dal dover tenere una guida il più possibile prudente e sicura, secondo il criterio denominato dalla Cassazioneprudenza e diligenza”.

Mezzi pesanti

Chi guida mezzi pesanti, a prescindere dal numero di ore, deve porsi al volante nelle migliori condizioni psicofisiche, e preparato a gestire le varie situazioni che potrebbe incontrare su strada grazie a un’opportuna formazione. Questo tipo di veicoli di solito è utilizzato per lunghe tratte, e ha caratteristiche di ingombro e di peso anche molto differenti da un’automobile, perciò il dipendente deve essere formato in maniera specifica e messo in guardia con particolare attenzione dal rischio di incorrere in stanchezza o fatica, per poter svolgere le proprie mansioni in sicurezza. Per i lavoratori alla guida di mezzi pesanti, anche la formazione relativa all’eco-driving rappresenta uno strumento utile, per abbassare i consumi, ridurre i costi e preservare l’incolumità personale, permettendo infatti l’applicazione di buone pratiche con cui l’autotrasportatore potrà ottimizzare la durata degli pneumatici e dei freni, nel contempo rischiando dal 10 al 15% in meno di incidenti, proprio grazie al fatto che la guida green predilige fluidità e costanza, evitando manovre avventate e brusche.

 

 

I maggiori fattori di rischio per un conducente di mezzi pesanti sono distrazione, mancata precedenza ed eccessiva velocità, unitamente al consumo di sostanze incompatibili con la sicurezza alla guida e al mancato rispetto della regolare distanza di sicurezza. La guida ecologica si rivela proficua relativamente alle flotte aziendali di mezzi pesanti perché se adottata in modo sistematico può fare una grande differenza in termini guida efficiente, risparmio carburante, salvaguardia della meccanica dei freni degli pneumatici, riduzione fermo macchina, minore stress e affaticamento dell’autista e una maggiore sicurezza in generale.

Quindi…

 

Quindi, il datore di lavoro ha la responsabilità di vigilare costantemente sul rispetto delle norme di sicurezza da parte della flotta viaggiante, di fare opportuna formazione ai suoi dipendenti e di dotarli di tutti gli strumenti utili a svolgere in modo tutelato la loro attività, e i lavoratori hanno l’obbligo di effettuare la formazione, seguire i corsi di sicurezza predisposti dal datore di lavoro, di rispettare sempre i regolamenti interni all’azienda, il Codice della strada e le attuali normative vigenti in materia di guida, di non mettersi al volante del veicolo aziendale in stato psicofisico non idoneo alla guida, e di attenersi scrupolosamente a tutte le prescrizioni, senza incorrere in distrazioni e senza tenere comportamenti imprudenti, arrischiati o irresponsabili.

Purtroppo non esiste una casistica completa, ma prendendo visione dell’archivio della Cassazione si possono verificare di persona tramite le sentenze i vari casi di responsabilità del datore di lavoro o responsabilità del lavoratore nel verificarsi di un sinistro stradale alla guida di un veicolo aziendale.

Ti interessa l’argomento? Vorresti approfondire? Scrivicelo nei COMMENTI. A presto!

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