

Cosa sono e come evitare i near miss, campanelli di allarme di un pericolo molto spesso sottovalutato
Il near miss, in italiano “mancato incidente” o “quasi evento”, è un evento imprevisto che avrebbe potuto causare danno ma che, per puro caso o intervento tempestivo, non ne ha provocati. Insomma, un accadimento in cui c’era tutto per fare l’incidente, è mancato solo il danno.
Qualche esempio per inquadrare. Può succedere a casa, come rischiare di prendere la scossa col fon in bagno perché vicini all’acqua, al lavoro, con un carico che sfugge e sfiora un collega ma non lo ferisce o un operaio che inciampa senza cadere. In ambito sanitario si può manifestare in un errore di farmaco, che stava per essere somministrato al paziente sbagliato ma viene bloccato all’ultimo controllo. Nella guida, il near miss è molto frequente. Pensiamo a due auto che per poco non si scontrano perché una non ha rispettato uno stop, o a due auto che per poco non si tamponano uscendo da un parcheggio perché quella che fa manovra non ha controllato bene lo specchietto retrovisore. Se grazie al cielo non succede niente, ma poteva, quello è un near miss.
Più da vicino. Di sicuro hai presente la sensazione di cuore che accelera, doccia fredda, capogiro, che non è un colpo di fulmine ma un colpo di fortuna nell’aver evitato per un pelo un incidente. Poteva andare molto peggio, poteva finire male. Colpa nostra? Colpa dell’altro? Fatalità? Intanto, ti è andata di lusso. Ma potenzialmente poteva andarti male, malissimo. Ti fermi, ti calmi, ti guardi attorno. Nessuno si è spiaccicato, non hai sfasciato la macchina, non senti sirene in avvicinamento, solo il tuo battito ancora troppo forte. Ecco il near miss, mancato incidente. “Per fortuna è andata bene”, pensiamo, ed è così, solo che non dobbiamo liquidare la cosa.
Cosa significano i near miss. Eventi del genere, cioè dei “mancati incidenti”, possono essere considerati come dei campanelli d’allarme, o, in gergo tecnico, indicatori di rischio. Vogliono dire che c’è una situazione da tenere sotto controllo, che può essere una falla nella sicurezza o anche una fragilità della persona (esempio, rischiato colpo di sonno = eccesso di stanchezza nel conducente). Fermarsi a riflettere su simili eventi e analizzarli permette di attuare per tempo delle misure preventive, prima che si verifichi l’incidente vero. Il near miss è così importante che tenerne conto rientrerebbe tra le normative. Infatti anche il mancato incidente, non solo l’incidente, andrebbe registrato, rientra tra le procedure d’obbligo per le Aziende.
Il quasi evento è il segnale di qualcosa a cui prestare attenzione. Spesso, soprattutto alla guida, il confine tra “non è successo niente” e un sinistro stradale è molto, troppo sottile. Pensiamo a situazioni portatrici di rischio per il conducente: come un bambino che attraversa la strada all’improvviso, l’auto davanti che inchioda senza motivo, un veicolo che invade la nostra corsia… o anche una notifica del nostro telefono che per un momento ci distoglie dalla strada. Se non siamo pronti e vigili per evitare il pericolo, possiamo incorrere in conseguenze anche gravi. Il near miss alla guida è un incidente quasi accaduto, qualcosa di evitato per un soffio, ma che avrebbe potuto concludersi male. Anche se per fortuna non vi è stato impatto, non è un buon motivo per non riflettere sulle cause per cui il near miss si è verificato. Solo così potremo evitare che ricapiti!
Facciamo un brainstorming sulle cause che interessano questo fenomeno, la prima cosa che ci verrebbe da dire è: la distrazione. Vero, ma parziale. Proviamo ad allargare il campo esaminando ulteriori fattori di rischio.
– Gli automatismi. Quando guidiamo tutti i giorni, entriamo in modalità “pilota automatico”, riducendo l’attenzione attiva. Il percorso conosciuto non è esente da rischi, anzi…! Crediamo di controllare tutto, ma non staremo guidando in modo semi-automatico?
– Eccessiva fiducia nelle proprie capacità. Molti guidatori hanno una sovrastima delle proprie competenze di guida. Si sentono più bravi degli altri guidatori e pensano agli altri veicoli come degli impedimenti sul proprio percorso. Pericoloso.
– Fretta, stress. Viviamo sempre di corsa. Tutto sembra sempre urgente, ma non siamo in sala operatoria! L’essere umano non è programmato per reggere questo continuo logorio mentale. Siamo sicuri che faccia bene vivere costantemente sotto pressione? Ecco, appunto.
– Stanchezza. Anche se non hai ancora avuto un colpo di sonno, la semplice stanchezza in sé può danneggiarti molto. Riduce le capacità decisionali, la percezione del rischio e soprattutto i tempi di reazione. Parliamo sia della stanchezza fisica che di quella cognitiva: differenti ma uguali negli effetti. Infatti, guarda caso, molti mancati eventi si verificano nei percorsi routinari, la sera, al rientro dal lavoro, dopo giornate intense.


In chi è più frequente il near miss?
In realtà il mancato incidente può capitare a tutti, così come un incidente vero. Ovviamente ci auguriamo che non succeda, ma, visto che nessun conducente è davvero immune, non ha tanto senso parlare di “categorie più esposte”. Certo è che potremmo riflettere su alcune fasce di conducenti, come ad esempio:
i giovani, i neopatentati; anagraficamente reattivi e performanti, ma con forse ancora poca esperienza nel prevedere i rischi, e un po’ spericolati. I guidatori senior; tranquilli per gli anni di patente alle spalle, ma talvolta troppo focalizzati sulle proprie consolidate abitudini, o con la tendenza a essere, visto il numero di chilometri percorsi, troppo confident. Le persone “multitasking”. Posto che sia possibile essere davvero multitasking – dicono che sia un’abilità coltivabile ma anche gli studiosi sono divisi sull’opportunità o meno di fare più cose diverse contemporaneamente – alla guida questo è assolutamente non previsto. Quando guidi, guida e basta, come ricorda ANAS. È vero che è difficile mettere in stand-by i pensieri intrusivi, ma al volante sarebbe meglio non pensare al lavoro, non pianificare la giornata, non intrattenere conversazioni complesse o emotivamente dispendiose, NON USARE IL TELEFONO, non arrovellarsi su problemi da risolvere o questioni in sospeso, perché il nostro cervello è meraviglioso ma ha un limite, e la guida ne assorbe già una grandissima parte. Le persone troppo dipendenti da smartphone. Se non riesci a escludere per il tempo del tragitto notifiche, like e note vocali hai una probabilità maggiore di distrarti. È stato studiato che la nostra attenzione non si “divide” in più parti, ma si sposta rapidamente – dandoci l’impressione di tenere più cose sott’occhio. In realtà è più come se rimbalzasse velocemente da un punto all’altro, ma mentre è in uno non è nell’altro.

Essere vittima di un near miss ha conseguenze?
Dipende dai casi, dalle persone, e anche dall’entità del near miss. Ogni persona reagisce a modo suo alle cose, per un complesso sistema di carattere, educazione, ambiente circostante, esperienza, personalità, strumenti mentali. A livello fisiologico, le conseguenze si sentono subito nel corpo, con reazioni che possono andare dalla semplice adrenalina al senso di shock. A livello psicologico, il mancato incidente può essere più o meno impattante, e creare risposte che vanno dalla rimozione dell’accaduto all’attacco di panico.
Di sicuro, non va sottovalutato. Il consiglio migliore è esaminare l’accaduto con calma, lucidamente, a mente fredda. Cercare di comprenderne le cause e attuare un’azione correttiva adeguata che eviti il ripresentarsi della cosa. Non lasciarsi spaventare al punto di aver paura di guidare, semplicemente capire che non siamo infallibili, ma neanche stupidi: possiamo imparare dagli errori.
La consapevolezza è una grande cosa! Per cercare di acquisirla al meglio, essere disposti a migliorare è il primo passo, e può renderci guidatori più sereni.
Scopri come incrementare la tua consapevolezza con il corso di guida sicura!
Cosa possiamo fare per evitare i near miss?
Formula Guida Sicura ha un progetto Zero Incidenti, ma non funzionerà se non parte da ogni conducente. Ogni conducente ha un potere enorme, nel rendere la strada più sicura. Per cominciare, possiamo ridurre le distrazioni. Prenderci più cura di noi. Cercare di correggerci quando pensiamo “ho sempre fatto così”, “non è mai successo niente”. Non guardare il telefono. Fermarci quando siamo stanchi – meglio arrivare in ritardo che non arrivare! E poi essere un po’ prudenti, un po’ più presenti, rallentare mentalmente. Accettare i propri limiti non è una mancanza di carattere, ma quella santa consapevolezza di cui si diceva sopra.
Ci sono situazioni in cui azzardare non è una buona idea. In ultimo, non fidarsi troppo. La maggior parte dei near miss accadono in situazioni in cui abbiamo “abbassato la guardia”.
In conclusione…
Può essere dovuto a un malfunzionamento, a un errore umano o a una procedura non sicura, ma l’esito è sempre privo di alcun danno a cose o persone. Nell’effettivo, nulla di tutto questo si è verificato, è solo un potenziale incidente. Solo? No! Il vero significato di un near miss è proprio questo: hai evitato qualcosa, ma hai anche ricevuto qualcosa. L’opportunità di fermarti un attimo, e di guidare, da questo momento in poi, con un po’ più di attenzione, verso gli altri e verso te stesso <3
Domande? Esperienze da condividere? Contatta il team di Istruttori di Formula Guida Sicura!
Alla prossima!
