È cambiata l’ora, adesso anche al pomeriggio è guida di notte

Tutti i consigli per una guida attenta e sicura e per non avere problemi durante i tuoi spostamenti a qualsiasi ora del giorno, anche nei mesi più bui dell’anno.

Durante la notte tra il 28 e il 29 ottobre è cambiata l’ora, dall’orario estivo (ora legale) all’orario invernale (ora solare): con il risultato che adesso, come tutti gli anni in questo periodo, è buio alle 5 del pomeriggio. Un bel grattacapo per tutte quelle persone che, per mille motivi, hanno un po’ di soggezione a guidare in condizioni di oscurità.

Quindi, a partire da fine ottobre, il mondo si spacca in due, da una parte i fan dell’inverno, delle brume e del clima rigido e freddo così romantico, dall’altra quelli che vivrebbero solo d’estate e che ai primi freddi farebbero volentieri scorte alimentari per tre mesi di letargo per non uscire più di casa.

Per i conducenti, la differenza maggiore tra estate e inverno è il fatto che per una maggiore percentuale del giorno bisogna guidare in condizioni di scarsa visibilità: tutti quei fastidiosi problemi come luci abbaglianti degli altri veicoli, difficoltà a percepire segnaletica, pedoni e margini stradali, e perdita del senso di orientamento, non si limitano a restare relegati alle ore notturne, ma sconfinano in orari in cui la maggior parte delle persone è ancora operativa, ovvero la fascia pomeridiana-serale.

Non è una questione da poco, questa della guida “notturna”. Pensa che, da un sondaggio Ford, con oltre migliaia di conducenti intervistati in tutta Europa, è emerso che l’81% dei partecipanti ammette di temere particolarmente la guida nelle ore notturne. Più della metà dichiara che la poca visibilità è fonte di ansia, e più di un terzo teme l’eventualità di essere coinvolto in un incidente, nonché di investire per sbaglio un pedone (1 su 5).

Come abbiamo visto nell’approfondimento dedicato, il buio modifica la nostra percezione. Ecco perché a tanti guidare di notte mette pensiero: oltre alla diminuzione effettiva della visibilità, vi è la sensazione di perdita dell’orientamento, connessa con una valutazione delle distanze distorta proprio dal buio. Inoltre, a buio, il campo visivo si riduce. Per quanto non perdiamo la nostra capacità di recepire lo spazio circostante, potremmo manifestare una percezione falsata aumentata dal fatto che gli imprevisti sembrino più “probabili”, soprattutto se ci si trova su strade illuminate in maniera scarsa o insufficiente.

Ecco gli effetti del buio alla guida:

  • maggiore affaticamento psicofisico a seguito della riduzione della visibilità e di un maggiore sforzo di concentrazione;
  • mancanza di profondità di campo visivo, difficoltà a vedere bene la strada;
  • difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti e comprendere le loro dimensioni;
  • difficoltà a comprendere la velocità degli altri veicoli;
  • difficoltà a recepire in tempo eventuali pericoli;
  • il famigerato colpo di sonno.

 

Oltre a questo, molti automobilisti registrano una maggior confusione nel decidere come comportarsi, quando è buio. Ciò si complica qualora il conducente in questione dovesse essere interessato da “guida con lenti”: con gli occhiali si moltiplica il fastidio ingenerato da luci forti, lampioni, segnaletica luminosa, insegne e fari degli altri veicoli, soprattutto se le condizioni sono aggravate dal maltempo, ad esempio le rifrazioni della pioggia sul parabrezza e l’effetto luminescente del manto stradale bagnato.

 

 

Altri elementi critici della guida nelle ore buie sono:

  • la difficoltà di vedere oltre la zona illuminata dai nostri fari;
  • la difficoltà a vedere eventuali oggetti presenti sulla sede stradale;
  • la difficoltà di percepire persone a terra, pedoni, ciclisti se non provvisti di appositi indumenti catarifrangenti o faretti;
  • difficoltà di tenere una velocità adeguata al tipo di strada percorsa.

 

L’importanza della vista

I nostri occhi sono importantissimi, fondamentali durante la guida, tengono sotto controllo l’ambiente circostante, prefigurano i pericoli, leggono i segnali che derivano dagli altri veicoli, registrano stimoli e li catalogano in modo tale che il cervello possa decidere come agire in base alle informazioni raccolte e inviare il corretto impulso al nostro corpo per produrre un’azione: come quella di effettuare una manovra di emergenza se incontriamo un ostacolo improvviso.

I nostri occhi devono essere sempre vigili, ecco perché alla guida è pericolosa anche quella frazione di secondo in cui li chiudiamo involontariamente durante uno starnuto. In quella frazione di secondo di black-out, il veicolo continua a marciare alla velocità che gli abbiamo impresso.

Ora, durante la guida di notte la vista viene sottoposta a un affaticamento maggiore, per i motivi sopra. Un po’ è psicologico credere di vedere “meno”, un po’ è proprio reale. Perciò, soprattutto in presenza di malesseri o disturbi, effettuare periodicamente il controllo della vista (ogni 6 mesi) è determinante. Sarà un esperto della vista a dirci se è necessario acquistare occhiali specifici per la guida di notte.

 

 

I rischi della guida in condizioni di buio

Durante le ore notturne, o comunque in condizioni di oscurità, aumenta la difficoltà nel mettere a fuoco gli oggetti, soprattutto in movimento, anche se abbiamo dieci decimi. Poi, vi è il rischio di  subire un “effetto flash” da parte dei fari degli altri veicoli, proprio come se fossimo abbagliati da un flash fotografico. I rischi connessi con la difficoltà di calcolare bene le distanze e la velocità di movimento degli altri veicoli e con la difficoltà di  comprendere gli spazi di azione a causa del ridotto e confuso campo visivo sono ovviamente quelli di incorrere in un incidente, tamponando qualcuno o andando addosso a qualcosa, o quello di uscire di strada.

 

 

Negli attraversamenti pedonali, in particolare

Sulle strisce pedonali, è bene prestare ancora più attenzione che di giorno, ancora più attenzione che in tutti gli altri casi. Non è che se non li vediamo i pedoni non ci sono!

Quindi, se guidiamo al buio nel ciclo urbano:

  • rallentiamo in anticipo e se necessario arrestiamo il veicolo;
  • diamo SEMPRE la precedenza al pedone;
  • teniamo a mente che il pedone vede i nostri fari, ma noi non sempre vediamo il pedone;
  • in presenza di pioggia, nebbia o neve riduciamo la velocità e rallentiamo ancora prima;
  • se ci sono veicoli parcheggiati in prossimità delle strisce facciamo attenzione, un pedone potrebbe non vederci causa l’ingombro dell’auto e noi potremmo non vedere lui perché “nascosto” dall’auto parcheggiata.

 

Come fare per guidare meglio al buio

Niente paura, visto che sarà inverno ancora per molti mesi impariamo a gestire il buio al meglio con pochi semplici consigli.

Se guidiamo spesso in condizioni di oscurità ricordiamoci di:

  • mantenere l’abitacolo poco illuminato, per non avere troppo sbalzo tra il dentro e il fuori;

 

 

  • ricorrere ai fari abbaglianti quando possibile (senza accecare gli altri utenti della strada!);
  • lampeggiare con gli abbaglianti prima delle curve cieche;
  • non usare i fendinebbia a sproposito;
  • non fissare le luci, cercare di avere una vista “periferica”, che abbraccia tutto;
  • se effettuiamo dei sorpassi, usare il triplo della precauzione;
  • verificare l’inclinazione dei nostri fari a seconda del carico del veicolo, perché a seconda del peso sarà più “alto” o più “basso” sul livello della strada, cosa che interessa l’area coperta dal fascio di luce dei fari;
  • accertarci abbastanza spesso delle nostre condizioni psicofisiche, sonno e livello di stanchezza.

 

Cosa ne pensi? Ti piace guidare di notte? O sei di quegli automobilisti che al buio non vorrebbero mai prendere la macchina? Scrivicelo nei COMMENTI.

Se riscontri difficoltà, vieni a metterti alla prova al corso di guida sicura. Ti aspettiamo!

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