Touch screen alla guida, innovazione o pericolo? Scoprilo con Formula Guida Sicura

Auto sempre più digitali, ma meno sicure? Gli schermi al volante sono un aiuto o una distrazione?

Oggi avere a che fare con uno schermo rappresenta un’esperienza molto frequente e comune per la stragrande maggioranza di noi: pensiamo ai nativi digitali, i bambini cioè nati in pieno boom smartphone, quelli che, per capirsi, se gli mostri una foto stampata su carta la allargano con indice e pollice – salvo poi accorgersi che, ops, non si zooma.

Gli studenti nelle classi, gli adolescenti a tavola e nelle camerette, i manager durante le riunioni, tutti passano minuti ed ore a scorrere col dito su uno schermo touch. Ormai ci informiamo, leggiamo, acquistiamo, addirittura socializziamo in questo modo. Ma alla guida?

Fermi tutti, non stiamo parlando di usare lo smartphone durante la guida, anche perché il telefono alla guida è una delle maggiori cause di incidente stradale, per colpa della famigerata distrazione. Stiamo parlando dei comandi touch dell’auto.

Cioè?

Cioè che, come avrai notato, in questi ultimi anni, grazie ai progressi nella tecnologia e al cambiamento veloce nelle abitudini delle persone, gli abitacoli delle auto sono diventati dei veri e propri ecosistemi digitali, con grandi schermi, funzioni nei display e interfacce evolute. Dal display dell’auto puoi controllare la temperatura, guardare le telecamere durante le manovre all’indietro, scegliere la tua stazione radio preferita e molto altro. Tutto questo sulla scia di una vera e propria rivoluzione, in accordo all’innovazione, al marketing e ai gusti delle persone, sempre più abituate a giudicare che “tecnologico è bello”.

Da quest’anno, però, Euro NCAP introduce una svolta, meno estetica più sicurezza: infatti sembrerebbe che i veicoli che affidano le funzioni essenziali ai touchscreen perdano punti in sicurezza.

Perché?

Il freno posto dall’Europa, con nuove linee guida volte ai costruttori dal 2026, parte dall’osservazione che i comandi digitali sul cruscotto sono troppo luminosi e attraenti, e a quanto pare distraggono il conducente molto più di un pulsante o una manopola. 

I tasti fisici dovranno quindi essere reintrodotti almeno per le funzionalità di base, come luci di emergenza, tergicristalli, clacson, indicatori di direzione e tergicristalli.

Ma cosa causa il problema?

Il fatto è che gli schermi, di loro, distraggono. Ovvero, per loro intrinseca natura costringono a guardarli. Nel senso che al di là della iniziale impressione di maggior comodità e modernità, inducono il guidatore, per poter interagire con menu, icone e impostazioni, a distogliere lo sguardo dalla strada. Mentre un pulsante una volta imparata la sua posizione dell’auto può essere azionato anche senza guardarlo (riconoscendolo al tatto), il touchscreen richiede attenzione visiva. Il che si traduce in tempi di reazione più lunghi. E porta ad aumentare la possibilità di errore. Per regolare la temperatura in maniera analogica ad esempio basta allungare la mano, ma se fosse gestita da uno schermo? Uno studio condotto dalla rivista svedese Vi Bilägare ha evidenziato che ad esempio guidando a 110 km/h con un’auto con comandi fisici, le operazioni principali richiedono circa 10 secondi (300 metri percorsi); con alcune auto moderne full-touch, fino a 45 secondi (oltre 1,4 km percorsi), una grossa differenza che alla guida può voler dire parecchio.

Precedenti

In Germania un incidente provocato da un conducente mentre attivava i tergicristalli tramite comandi digitali ha portato a una sentenza rilevante, e cioè che l’uso del touchscreen durante la guida può rappresentare un fattore di rischio.

Ritorno al futuro

No, al passato! Dopo la corsa ai più innovativi ritrovati della tecnologia, stiamo assistendo a dei veri e propri “ritorni alle origini” in moltissimi settori, negli stili di arredamento, nella moda, negli ascolti musicali (ritorna il vinile, alla faccia della AI) e nella scelta di device meno performanti ma meno invasivi – avrai sentito parlare del dumbphone. Nel settore automobilistico sta accadendo esattamente la stessa cosa: alla fine ci siamo accorti che le care vecchie manopole e pulsanti erano molto meglio – e più sicuri – di tutti questi schermi parlanti e ultraluccicanti. Infatti molti costruttori stanno correndo ai ripari, con una graduale reintroduzione dei comandi manuali, soprattutto per le funzioni principali. Non è un passo indietro, ma un riequilibrio: la tecnologia va bene quando aiuta l’uomo, non se ne compromette in qualche modo la sicurezza.

Una tendenza globale

Non solo l’Europa, ma persino la Cina – a cui siamo abituati ad attribuire il massimo della robotizzazione e digitalizzazione, sta  attuando questa svolta, ed è notevole calcolando se consideriamo che il mercato cinese è stato tra i più veloci a costruire interni auto completamente digitali. Ora invece, una proposta normativa del Ministero dell’Industria prevede che le funzioni di sicurezza debbano passare attraverso comandi fisici, alla vecchia maniera. Si riscopre quindi un principio fondamentale: la tecnologia deve adattarsi all’uomo, non il contrario. E, a volte, un semplice pulsante può fare la differenza.

Dalla parte del conducente

Chi guida deve già gestire contemporaneamente molte cose, controllo del veicolo, traffico, segnali stradali, percezione degli spazie degli oggetti che si muovono in esso. Aggiungere un’interfaccia touch significa introdurre un ulteriore carico cognitivo. Questo potrebbe mettere in difficoltà un conducente esperto, figuriamoci un neopatentato! Mentre un touchscreen non può essere usato “alla cieca”, con un pulsante fisico puoi: riconoscerlo al tatto, premerlo senza guardare, mantenere l’attenzione sulla strada. Nel caso del display invece, devi: guardare lo schermo, cercare l’icona giusta, scorrere, navigare nei menu… 

Il che significa distogliere lo sguardo proprio nei momenti in cui dovrebbe tenerlo fisso sulla strada. Gli studi, come visto sopra, mostrano che con i comandi touch i tempi di reazione aumentano, viene sottostimato il tempo passato sullo schermo e il rischio è quello di deviare dalla traiettoria anche durante operazioni semplici.

Peggio o meglio?

Le auto full-touch rappresentano una sfida maggiore per l’attenzione alla guida – chi lo avrebbe mai detto. Il ritorno a veicoli con la presenza anche di tasti fisici sembrerebbe a una prima analisi una scelta più sicura. I touchscreen possono sembrare comodi e familiari, soprattutto per chi è cresciuto con lo smartphone, ma nella guida sono un po’ meno intuitivi di quanto sembri.

I touchscreen possono sembrare comodi e familiari, soprattutto per chi è cresciuto con lo smartphone, ma nella guida sono un po’ meno intuitivi di quanto sembri. Avere a disposizione comandi fisici di chiara azionabilità è ancora un vantaggio in termini di sicurezza.

Ci può servire la guida sicura?

Un corso di guida sicura aiuta chi guida ad acquisire le tecniche necessarie per evitare le reazioni istintive, spesso controproducenti, e ad “anticiparsi” su ciò che potrebbe succedere, come ad esempio un ostacolo improvviso. Dà modo al conducente di concentrarsi sull’importanza di prestare attenzione ed evitare le distrazioni, sui tempi di reazione e la percezione del rischio, acquisire le competenze psicomotorie per intervenire correttamente sul veicolo evitando di perderne il controllo. Ciò significa che il corso di guida sicura può aiutare il guidatore ad essere più consapevole dei rischi legati alle distrazioni in generale, e a come evitarle in particolare.

Usiamo la tecnologia in modo che non sia un limite!

Nonostante il grande valore della formazione alla guida, anche un conducente preparato può essere messo in difficoltà dal limite strutturale del touchscreen, che è la necessità di guardarlo. E, come sai se ci segui, noi di Formula Guida Sicura non ci stanchiamo mai di segnalare che una delle cause maggiori di incidente stradale è la distrazione, con medaglia d’oro alla quella da smartphone. Ecco perché non è una buona idea trasformare la tua automobile in un enorme smartphone! Ed ecco perché anche Euro NCAP ha preso posizione. Rimane il fatto che la tecnologia ci può aiutare moltissimo, come nel caso degli ADAS.

La cosa migliore è combinare le due cose

Il suggerimento potrebbe essere continuare a fare formazione alla guida sicura, e assieme attuare una progettazione intelligente dei veicoli, dove intelligente non vuol dire “smart” ma “ragionata”, come il ritorno a comandi fisici per le funzioni fondamentali. La guida sicura aiuta molto a ridurre il rischio, ma la vera sicurezza alla guida nasce quando il comportamento dell’uomo riesce a trarre vantaggio dalla tecnologia, non ad esserne distratto.

Il futuro dell’auto quindi?

Come in parecchie altre cose, è nell’equilibrio. I touchscreen rimangono al centro della nostra esperienza di guida, perché ci danno personalizzazione, connettività ed estetica. Allo stesso tempo, meglio evitarli nel caso delle “funzioni vitali”: in modo che non siano l’unico punto di accesso per i comandi veramente importanti. Quindi ad ora sembra che Il futuro dell’automobile sia orientato verso una cooperazione tra le due cose: interfacce digitali avanzate supportate da controlli fisici.

Che ne pensi? Hai mai guidato un veicolo full-touch? Di’ la tua nei commenti! Alla prossima!

  1. Gianluca says: Articolo molto utile, fa comprendere con chiarezza quello che a volte trascuriamo a causa di tutta la digitalizzazione installata sulle automobili. Grazie ne farò tesoro, i vostri articoli sono sempre molto interessanti.
    1. Formula Guida Sicura
      Formula Guida Sicura says: Grazie a te Gianluca per aver letto e per aver condiviso il tuo feedback, ci fa molto piacere che gli articoli ti siano utili! Facci sapere anzi se c'è qualche argomento su cui vorresti saperne di più, relativamente al mondo della guida sicura: saremo lieti di tenere in considerazione il suggerimento. Alla prossima, e continua a seguirci!

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