Guida ecologica in presa diretta, la parola all’esperto. Risponde Flavio Iacuzzi

Risparmio carburante, formazione alla guida green, sensazioni, prestazioni: entra nel vivo dell’eco-driving e scopri se è vantaggiosa per te.

Ricordi la puntata precedente? Nell’articolo “Eco-driving: la modalità green è la guida del futuro?” abbiamo introdotto un argomento che sta animando la ricerca e il dibattito di esperti, ambientalisti e istituzioni e che si è fatto più caldo ultimamente, proprio come il nostro Pianeta: quello della guida ecologica e dei suoi reali vantaggi per le persone e per l’ambiente. Statistiche a parte, cosa può fare per noi, davvero, la guida ecologica?

Lo abbiamo chiesto a Flavio Iacuzzi, oltre 250 gare all’attivo e promotore di corsi guida sicura e di preparazione specifica per i tecnici del settore automotive. Per Flavio, che viene dal mondo del Rally, la guida non è una cosa da affrontare alla leggera, anche se lui al volante si diverte un sacco. Ci vuole responsabilità, verso gli altri e verso se stessi, e la capacità di controllare il proprio veicolo per non incorrere in rischi che sarebbero evitabili con una opportuna preparazione.

 

 

Da qualche tempo, Flavio Iacuzzi ha orientato la propria professionalità sulla mobilità eco: attraverso questa intervista potrai scoprire il reale valore dell’eco-driving, c’entra anche la riduzione dello stress…

Ci può parlare della sua esperienza con la guida?

Certo, la guida per me è sempre stata una passione. Ho fatto parete per anni del mondo della competizione, sono stato navigatore, ho partecipato a eventi ufficiali, anche di Formula 1. La passione per la guida poi mi ha portato a interessarmi ai corsi sulla sicurezza, e ho svolto corsi di guida sicura e veloce. Nell’ultimo torno di tempo mi sono reso conto che era necessaria per me e per tutti una nuova formazione sulla eco-guida, che è questa branca della guida che permette, attraverso la sua modalità, il risparmio di carburante ma non solo. Mi occupo solo di vetture (automobili) e al momento tengo corsi per alcune aziende di rilievo. Nel caso della guida ecologica, i risultati di questi corsi di guida sono eclatanti: solitamente è garantito dal 15 al 20% di risparmio carburante per chi impara a utilizzare gli accorgimenti della guida green, ma con alcune aziende siamo arrivati anche al 51%.

 

 

Lei è anche formatore sulla sicurezza, giusto?

Sì, è un punto a cui tengo moltissimo. La sicurezza alla guida è un grande valore, che è anche il motivo per cui negli anni 90’ mi sono impegnato nella realizzazione di un’inchiesta svolta interpellando 15.000 ragazzi di tutta Italia, della fascia di età tra i 18 e i 22 anni, una sorta di report sulle abitudini di guida dei più giovani, come e quanto frenano, quanto è sicura la loro guida quotidiana, anche per comprendere, in qualità di formatore, quali sono le aree su cui intervenire e dove lavorare a seconda dell’allievo. Come formatore alla guida, penso spesso che una formula vincente siano i corsi “one to one”, personalizzati (attualmente collaboro con un circuito di Siena), anche se alcune scuole riescono a mantenere elevati standard di formazione anche lavorando a piccoli gruppi. In ogni caso, la cosa fondamentale nella formazione è il metodo.

Cosa ne pensa, più nello specifico, dell’eco-driving?

Penso che sia sconosciuta, o pressoché. Chiaramente invece è un aspetto molto importante della guida. Ora che la tecnologia ha fatto passi da gigante, i veicoli attualmente in commercio sono già completamente diversi dai loro predecessori solo nel giro di 5 veloci anni (pensiamo ad esempio alla sofisticatezza dei sistemi di sicurezza, ad esempio i sistemi ADAS). È necessario, visto il balzo in avanti che i veicoli hanno fatto dal punto di vista tecnologico e meccanico, che le aziende che hanno un parco mezzi importante conoscano l’eco-guida, sia per il benessere dei propri dipendenti, sia per l’aspetto prettamente ambientale di riduzione dell’impatto dell’inquinamento sia ovviamente per i vantaggi in termini di riduzione di costi che avrebbero. Invece molto spesso questi corsi, non solo quelli specifici di eco-guida, vengono vissuti come un “in più”, nel senso che la cultura della sicurezza alla guida non è ancora affermata come vorrei. Poi, oltre alle aziende, la guida green e la guida sicura sono molto consigliate anche per il singolo utente: “La sicurezza di chi guida è la tranquillità di chi aspetta a casa”, lo slogan che avevo inventato per esprimere il concetto.

Come si svolge un corso di guida ecologica per essere utile?

Ti fa mettere a confronto l’approccio non eco e quello eco per la riprova effettiva dei benefici. Deve esser tenuto da formatori e istruttori professionisti, e per funzionare deve trasmettere l’assunto che sei tu a portare la vettura, e non viceversa. Perciò, anche se è innaturale applicare una guida “più dolce”, più fluida, perché talvolta si tende ad assecondare il veicolo o la potenza del motore, ricordiamo che è il pilota che fa lo stile di guida, non il mezzo guidato. I corsi di guida post patente a mio parere sono molto utili, anche per i giovanissimi, molto più che le sporadiche campagne di sensibilizzazione sul sabato sera, ma bisogna fare cultura per diffondere la sicurezza, e nel campo dell’educazione alla prevenzione c’è ancora molto da fare.

Da quanti anni opera nel settore? Come si è evoluto il campo dell’educazione stradale e della formazione alla guida secondo il suo parere?

Di sicuro sono stati fatti molti passi in avanti rispetto a quando ero ragazzo, quando questa idea di formarsi per essere sicuri su strada non esisteva. Ora si sente spesso parlare di sicurezza alla guida, anche se non ancora abbastanza. Il campo della formazione si è evoluto tanto ma per certi versi anche troppo: penso ad esempio al fatto che alcuni si improvvisino istruttori facendo tutorial su YouTube, per essere sicuri su strada invece è meglio una formazione “tradizionale”: in presa diretta, a un corso pratico!

 

 

Secondo lei è importante fare formazione specifica sulla guida ecologica?

Molto, la guida ecologica può venire in aiuto sia all’automobilista privato che al conducente di mezzi aziendali. Anche piccoli cambiamenti del modo di guidare possono fare una grande differenza (guida efficiente, risparmio carburante, salvaguardia della meccanica dei freni degli pneumatici, riduzione fermo macchina, minore stress e affaticamento dell’autista, maggiore sicurezza), andando a influire sul rendimento e sul risparmio. Poi c’è anche da considerare che la formazione è sempre utile, oggi non si sanno usare neanche tutti i dispositivi tecnologici in dotazione sulle nostre automobili. Le aziende poi, che sono tenute a fare formazione sul lavoro per legge, possono beneficiare anche di fondi appositi per la formazione, che talvolta non vengono considerati. I corsi di formazione alla guida sono un investimento che preserva la vita.

Quali sono le differenze di sensazione più calzanti tra un veicolo tradizionale e uno green?

Nella mia esperienza di navigatore, driver e rallista ho guidato davvero veicoli di tutti i generi, ma è grazie all’attività di formatore che ho iniziato a concentrarmi e ad apprezzare la modalità green. Tolto il fatto del risparmio di carburante, sicuramente molto importante, venendo all’aspetto “guida” vero e proprio la guida ecologica ti cambia proprio l’assetto mentale, una mentalità nuova per un guidatore. Il fatto di dover evitare gli scatti, le accelerazioni brusche e gli sbalzi di velocità ti porta a una modalità di guida che è quasi guida preventiva, una guida fluida, e la cosa più bella è che questa disposizione alla guida oltre a ridurre i consumi, ridurre le emissioni inquinanti e ridurre l’usura alle componenti meccaniche del veicolo ti fa acquisire un’altra mentalità, tranquilla, serena: non ti stanchi, arrivi a destinazione in una condizione psicologica libera da stress. In discesa, e agli incroci per esempio, con un’auto ecologica non usi il freno, alzando appena il piede la macchina veleggia, fluida. Una guida molto “tonda”.

 

 

Qual è il consiglio che darebbe a un ragazzo, a un amico, a un appassionato di guida, per renderlo più sicuro al volante?

Stare attento, essere prensile, non smettere di aggiornarsi. Poi se c’è passione per la guida aiuta: quando ero ragazzo io non c’erano molte cose, non mi interessava il calcio, così mi avvicinai ai motori, e diventai navigatore. La guida non mi affaticava, così ne feci una professione. Fortunatamente non c’era un traffico paragonabile a quello di ora, perciò gli errori erano il più delle volte “indolori”. Il volume di traffico di oggi, la quantità di veicoli che percorrono le nostre strade oggi invece non permettono cali di attenzione. Gli errori non sono più indolori. Per questo cerco di trasmettere la mia esperienza e ciò che ho imparato. Poi da cosa nasce cosa: come nel caso di quell’articolo uscito su TuttoRally di Torino che ha dato impulso all’inserimento ufficiale di questa formazione all’interno delle scuole superiori della regione Piemonte, nell’ambito di un programma sull’educazione stradale. Quindi, trasmettere i buoni consigli appresi. E fatelo anche voi: condividiamo sicurezza!

Vuoi chiedere qualcosa a Flavio? Scrivicelo nei COMMENTI. Continua a seguirci per curiosità e approfondimenti sul mondo della guida. A presto con una nuova puntata!

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