A prima (s)vista, scopri quanto conta lo sguardo nella guida

Nello sport si chiama “tunnel vision”, e non è una cosa positiva: leggi questo articolo per sapere come non cadere vittima della visione a tunnel e imparare a utilizzare lo sguardo a sostegno della tua sicurezza alla guida.

Motociclisti e piloti di auto da corsa sanno molto bene quanto sia essenziale il corretto utilizzo dello sguardo durante la performance di guida, fondamentale al pari della posizione di guida. È importante anche per il guidatore normale? Sì!

Anzi, più di quanto pensi. Ma quali sono i trucchi per sfruttare al meglio questo senso e garantirci un comportamento sicuro alla guida? Tutti sanno come si guarda! Ma al volante la cosa non è così scontata.

Anche quando camminiamo, tendiamo ad andare dove punta il nostro sguardo. Questo perché il senso della vista è progettato in modo da concentrare l’attenzione su un obiettivo, a meno che non stiamo utilizzando la visione periferica. Ecco spiegato anche perché non è consigliato camminare guardando il telefono (ricordi gli smombies? Era la nostra prima puntata!), soprattutto negli attraversamenti pedonali.

Lo sguardo, vista la sua preponderante importanza nell’orientare le decisioni che il nostro cervello elabora in una frazione di secondo, può rivelarsi un’arma a doppio taglio: quindi, imparare a sfruttarlo nella maniera corretta quando si è alla guida diventa la base di un comportamento sicuro e responsabile al volante, che può evitarci rischi ingiustificati, disavventure come tamponamenti o uscite di carreggiata, o anche semplicemente il calcolo errato di una traiettoria di curva.

Solo per dare l’idea di quanto complessa sia la “macchina uomo”, e per ribadire il concetto molto caro a noi di Formula Guida Sicura che il dispositivo di sicurezza più accurato di cui è dotato il veicolo è il suo conducente, riportiamo una statistica che mostra le rispettive percentuali di interazione di ciascuno dei cinque sensi, durante la guida.

All’ultimo posto, il gusto, con uno zero percento tondo; al penultimo, l’olfatto, con appena uno 0,5 percento; al terzo posto, il tatto, che con il suo 2,5 percento rappresenta il peso che le sensazioni corporee relative al tocco del volante, dei comandi e dei pedali, nonché il contatto di schiena, glutei e gambe hanno con il sedile se siamo seduti osservando la giusta posizione di guida hanno durante la nostra esperienza al volante; al secondo posto, l’udito, con il 6 percento di importanza, perché come sai l’orecchio, organo dell’udito, è responsabile dell’equilibrio, inoltre i suoni comunicano informazioni e indizi sull’ambiente interno ed esterno all’auto che possono rivelarsi molto utili nell’orientare le nostre decisioni; e al primo posto la vista con ben il 91 percento di rilevanza, una vittoria schiacciante su tutti gli altri sensi!

 

 

Ciò dovrebbe far capire in maniera intuitiva quanto incida lo sguardo nella guida di un veicolo, e quanti comportamenti pericolosi si possano evitare imparando a gestirlo in modo che ci aiuti a tenere sempre una guida prudente e reattiva.

Chiaramente, più il veicolo è esposto – pensa a una moto rispetto a una macchina ad esempio, dove il pilota è tutt’uno con i volumi del veicolo e in equilibrio su due ruote, senza neanche la carrozzeria attorno – più il corretto indirizzamento dello sguardo diventa cruciale, assieme al bilanciamento del peso.

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Perciò, anche se spesso sottovalutato (tu non farlo, mi raccomando!), lo sguardo, usato nella maniera giusta, è il primo garante della nostra sicurezza alla guida, ed essenziale per mantenerci padroni del veicolo in tutte le situazioni che richiedono il nostro controllo, così come anche per agire senza errori su sterzo, freno e dosaggio della velocità di avanzamento.

Questo potrebbe assomigliare ai concetti della guida difensiva (ne avevamo parlato qui), ma fa in realtà parte di qualsiasi approccio alla guida come indicazione basilare, la capacità di saper anticipare le situazioni grazie all’abilità di dirigere lo sguardo. Per avere una buona guida che ci renda sicuri e padroni del veicolo non è necessario andare piano – anzi saper utilizzare e sfruttare diverse velocità di marcia può essere utile quanto piacevole – ma avere consapevolezza di come impiegare lo sguardo.

La tanto sconsigliata “visione a tunnel” già citata sopra, ad esempio, altro non è che la tendenza, rischiosa, a vedere solo quello che abbiamo proprio davanti a noi, escludendo tutto il resto.

 

 

Una visione globale è invece ciò che ci serve per tenere una condotta sicura e reattiva alla guida, qualsiasi sia il veicolo che stiamo conducendo, e perché no, anche da pedoni!

Vediamo più nello specifico perché lo sguardo è fondamentale. A ciascuno di noi è capitato di essere sovrappensiero e di “fissarci” su un punto specifico senza vederlo realmente, magari mentre siamo assorti o persi nei nostri pensieri: questo è esattamente quello che non deve accadere alla guida. Dobbiamo mantenerci vigili e pronti a cogliere tutti gli stimoli, i messaggi che l’ambiente ci invia, senza mai scivolare nell’errore di innestare il famigerato pilota automatico, quella tendenza di cui possiamo cadere vittime quando conosciamo molto bene un tragitto o una tratta e crediamo di poterci permettere di non concentrarci al 100% sulla strada.

Mai sperimentata la sensazione di non ricordarti niente del paesaggio circostante, una volta arrivato a destinazione? Vuol dire che non eri sufficientemente attento. Oppure, mai capitata la multa proprio per non aver minimamente visto l’autovelox? O preso una buca in pieno perché guardavi di volta in volta solo due metri davanti a te e non più avanti di così? O corretto all’ultimo con una manovra un po’ azzardata la tua traiettoria perché quella curva non sembrava così spigolosa? Altra riprova che non stavi sfruttando la capacità di saper anticipare le situazioni con lo sguardo.

È il movimento costante e fluido dei tuoi occhi che ti permette di tenere sotto osservazione la situazione globale della strada mentre la percorri, dandoti modo di agire in tempo se necessario. Ma cosa sbagliamo, più di frequente?

Errori

Un errore abbastanza banale ma diffuso è quello di concentrarci sulla macchina che ci precede e non oltre, o peggio, proprio sul muso della nostra stessa auto. Ma se fosse, per esempio, il veicolo due macchine più avanti a rallentare, noi guardando solo quello immediatamente davanti non faremmo in tempo a frenare senza pericoli.

Un altro errore comune è non servirsi dei dispositivi per la visione posteriore e laterale: ammettilo, tendi a guardare solo il parabrezza. Invece, abbracciare con lo sguardo come abitudine anche gli specchietti laterali e lo specchietto retrovisore, in modo da sapere sempre chi c’è di lato e dietro di noi, e non solo davanti, aumenta la nostra sicurezza e la nostra prestazione di guida dell’80%.

 

 

Sempre tra gli errori diffusi, c’è quello di non considerare come indicazione utile la percezione dell’avvicinamento di un oggetto, o di scambiarla con la velocità. Per allenarti a fare questo, prova in percorsi in cui ti senti a tuo agio a mettere in relazione lo scorrere degli elementi del tuo campo visivo laterale con l’avvicinarsi del tuo veicolo a un punto stabilito: serve a farti prendere coscienza di ciò che si muove – in realtà sta fermo, sei tu che ti muovi – intorno a te. Saper analizzare la velocità con cui scorrono le cose attorno a te ti eviterà anche di trovarti troppo vicino a un pericolo senza sapere come ci sei arrivato.

Per non incorrere in rischi inutili, continua a leggere!

Funzioni dello sguardo

Tra poco, proveremo a raggruppare alcuni consigli e regole da tener presenti per assicurarci una permanenza priva di rischi quando siamo al volante. Partiamo dalle funzioni dello sguardo. Sono due, fondamentalmente, nella guida.

  • anticipo visivo;
  • funzione direttrice.

 

Per anticipo visivo si intende, spingere avanti lo sguardo senza limitarsi solo a quel che c’è immediatamente davanti a noi: quindi leggere la strada per capire in anticipo cosa ci aspetta poco più in là prima che possa crearci un’eventuale fonte di disturbo o rischio. Questo vale sia per i segnali stradali, che non devono spiazzarci quando ci arriviamo sotto, per la direzione effettiva o tracciato secondo cui la strada si conforma (quindi rendersi conto in anticipo di curve, dossi, salite, discese…), e per gli eventi che significano qualcos’altro, esempio se vedi un pallone attraversarti la strada potrebbe essere che dietro al pallone vengano i bambini a cui è sfuggito.

Per funzione direttrice, invece, si intende il semplice fatto che tendiamo ad andare dove guardiamo. Perciò, è buona norma guardare il punto dove intendiamo andare, non quello in cui stiamo andando, anche se sembrano la stessa cosa. Visto che la direzione in cui guardiamo influenza il nostro agire, dobbiamo scordarci di guardare qualcosa di non utile o peggio dannoso per la nostra sicurezza. Precorrere il percorso mandando avanti lo sguardo. Ecco perché ai motociclisti insegnano a guardare l’uscita di una curva, perché in questo modo il cervello pre-mappa la traiettoria orientando automaticamente il corpo a portare il veicolo oltre.

 

 

Ma quindi, cosa guardare mentre si guida?

Regole e consigli

  • guarda dove la strada finisce;
  • guarda a destra e sinistra con la tua visione periferica, controllando regolarmente e rapidamente gli specchietti;
  • guarda i veicoli e le cose intorno a te, abituandoti ad analizzare le diverse velocità dei veicoli ce condividono la strada con te;
  • registra gli elementi della strada, come semafori, incroci, attraversamenti pedonali;
  • non focalizzarti su quello che c’è immediatamente davanti a te;
  • cerca di stare eretto, mantenendo il mento alto, in modo da avere un buon campo visivo e padroneggiare l’orizzonte;
  • spingi il tuo sguardo in avanti, fagli precorrere quello che il veicolo fisicamente percorrerà dopo; questo vantaggio visivo sulla realtà ti consentirà un buon margine di manovra;

 

 

  • sfrutta la visione periferica dell’occhio per registrare movimenti e cambiamenti che avvengono nelle aree laterali del tuo campo visivo; è la visione periferica a darti l’idea della tua stessa velocità;
  • abituati ad alternare vista a breve, medio e lungo raggio; servono tutte, non fraintendere, ma tutte insieme!
  • oltrepassa la vettura immediatamente davanti, costringiti a guardare almeno tre veicoli più in là;
  • non focalizzarti mai su un solo elemento (“target fixation”, dannosa quanto la visione a tunnel);
  • stai sempre concentrato;
  • cerca di escludere le sensazioni di stress, paura o ansia quando guidi, perché questi stati d’animo si ripercuotono sul comportamento visivo, che a sua volta ti fa innescare delle reazioni difensive o imprudenti non legate alle reali caratteristiche dell’ambiente circostante ma al tuo stato emotivo.

 

Con queste buone norme e consigli da mettere in pratica, che puoi anche venire a sperimentare di persona al corso di guida sicura, potenzierai in maniera significativa il tuo livello di sicurezza alla guida. E ricorda, una volta appreso come indirizzare lo sguardo e come selezionare di volta in volta la giusta modalità visiva (periferica o diretta, visione d’insieme), devi tradurre quelle informazioni in manovre, per rendere efficace l’utilizzo dello sguardo.

Niente paura!

Se ti occorrono ulteriori informazioni, CONTATTACI!

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