L’evoluzione della guida autonoma: ecco come la guida assistita impatterà sull’esperienza delle persone

Come abbiamo visto nello scorso articolo, le città e le auto si evolvono molto velocemente. Un futuro neanche troppo lontano dal cult Blade Runner sembra a portata di mano. Ma che cosa sono, esattamente, queste famose self-driving cars, e quando sarà possibile guidarne una? Scoprilo attraverso questa intervista.

 

Abbiamo chiesto a Marco Amati, istruttore di guida sicura ed esperto di tecnologie per la guida, di chiarirci alcuni punti sulla guida autonoma e sulla guida assistita. Un argomento che risveglia l’interesse di molti, e del quale a breve si sentirà parlare parecchio: si va verso una rivoluzione del nostro concetto di viabilità? Occorrerà ancora la formazione alla guida? Cosa potrà fare, davvero, un’auto senza pilota? Per queste ed altre curiosità lasciamo la parola al nostro Marco.

 

Che cos’è la guida autonoma in breve e perché è importante conoscerla?

Nella sua accezione più ampia, la guida autonoma e/o automatizzata, da non confondersi con la guida assistita che è già presente sulle nostre strade, è una guida in cui il conducente perderà il suo ruolo e diventerà un semplice passeggero che salito a bordo imposterà la destinazione. L’auto procederà in modo autonomo e senza intervento del conducente sul percorso impostato.

Come si intuisce è un progetto molto futuristico che per ora è solo in via sperimentale, e che per essere realizzato necessita di strade adatte, strutture di supporto e connessioni con altri veicoli.

Al momento presenta molti problemi sia tecnici, che legali che etici, ma la sperimentazione prosegue.

 

Come funziona un veicolo a guida autonoma?

In breve, un veicolo a guida autonoma vera e propria sarà un veicolo che è connesso ai sistemi satellitari per la geolocalizzazione, è connesso agli altri veicoli e alle strutture presenti sulla strada con le quali si interfaccia costantemente riuscendo ad essere informato delle caratteristiche della strada, degli ostacoli e dei pericoli. È dotato di intelligenza artificiale ed è in grado di prendere decisioni per gli interventi e le manovre.

 

 

Come cambierà il nostro approccio alla guida con l’avvento dell’automazione?

Ci vorranno molti anni prima di arrivare alle fasi conclusive, considerando tutti i problemi tecnici, legali ed etici insiti nel progetto stesso. Per cui è prematuro parlare ora di come sarà l’approccio. Anche perché, se il progetto andrà fino in fondo, ci saranno varie fasi che consentiranno un approccio graduale.

Vi saranno dei “livelli” di autonomia in questa nuova tipologia di guida? In altre parole, sarà ancora prevista un’interazione tra pilota e veicolo?

Certamente, le fasi sono fondamentalmente corrispondenti ai livelli del progetto, che sono 6.

In breve:

livello “0”. Appartiene alle auto che non hanno nessun sistema di guida assistita e/o autonoma.

livelli “1” e “2”. Sono già presenti nelle nostre strade e sono i livelli di “guida assistita” (da non confondere con la guida autonoma e/o automatizzata). Il livello “2” diventerà obbligatorio dal 2022 anche se già dal 2018 sono presenti veicoli con dispositivi di queste tipologie.

livelli “3” e “4”. Cominciamo a entrare nella guida automatizzata, ovvero il veicolo sarà in grado di viaggiare da solo (in autonomia) sicuramente sulle principali autostrade e in alcune delle città più avanzate, ma, in circostanze di guida difficili, come ad esempio traffico intenso e clima avverso, chiede ancora l’intervento del conducente, che quindi prenderà i comandi, in questa fase ancora presenti a bordo.

livello “5”. Siamo nella guida autonoma vera e propria. Scompaiono i comandi a bordo e il veicolo procederà autonomamente in qualsiasi situazione. Ovviamente serviranno molti anni per arrivare a questo livello. Rimanendo nel campo delle ipotesi, si potrebbe azzardare di arrivarci nel 2050.

 

 

Quali saranno le attenzioni da prestare, alla guida di una self-driving car?

Parliamo al futuro; se intendiamo un’auto a guida autonoma vera e propria, ovvero di livello “5”, il conducente avrà perso il suo ruolo e sarà quindi soltanto un passeggero. Pertanto dovrà avere solo cura di allacciare la cintura e utilizzare i comandi di bordo per  comunicare con l’auto e dare indicazioni sul percorso, regolare la musica, la climatizzazione eccetera. Per gli altri sistemi, ovvero i livelli “3” e “4”, saranno presenti i comandi di bordo e pertanto il conducente dovrà saperli utilizzare quando richiesto dall’auto.

 

Secondo te, sarà alla portata di tutti?

Per i livelli “3”, “4” e “5” parliamo di un qualcosa che al momento è solo in via sperimentale, e pertanto in merito non posso che augurarmelo.

I livelli “1” e “2”, che già sono presenti sulle nostre strade, necessitano di una conoscenza, di una formazione e di un minimo di pratica da parte del conducente. Infatti, molti automobilisti disattivano tali sistemi perché non conoscono bene il loro utilizzo, vanificando la loro efficacia.

Come potrebbero cambiare la circolazione stradale e la formazione alla guida, con l’ingresso delle nuove tecnologie e la sempre maggiore diffusione delle “auto senza pilota”?

Cambieranno in modo radicale, ma attualmente è impossibile fare una previsione attendibile. Sicuramente la formazione andrà fatta.

Grazie mille a Marco Amati per la sua chiarezza e accuratezza. L’argomento ti ha incuriosito? Saresti a tuo agio su un veicolo che fa tutto da sé, come in un film di fantascienza? Quali possono essere le conseguenze di una tale riduzione di intervento da parte dell’automobilista?

Utilizza i commenti per esprimere il tuo pensiero, o scrivici per approfondimenti tramite il MODULO DI CONTATTO. Alla prossima!

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