Incidenti in itinere, perché la prevenzione conviene sempre, ma alla guida un po’ di più

Quando si tratta di personale viaggiante, ci sono rischi considerati e rischi ancora sottovalutati, alcuni di essi hanno un costo invisibile, ma molto alto per l’impresa, gli incidenti in itinere. Ecco come possiamo fare per evitarli.

Prevenire è meglio che curare, dice il saggio. Non fa una piega, soprattutto alla guida, quando un piccolo errore può costarci molto caro. Un danno al veicolo, lesioni a persone oppure a noi stessi, se non addirittura la morte. Nel settore della formazione per Aziende, la guida a rischio è una problematica su cui si riflette molto ultimamente, sia per i costi economici, organizzativi e reputazionali degli incidenti di lavoro – che vanno ad aggiungersi al danno sulle persone – sia perché basterebbe davvero poco ad evitarli, o almeno a ridurne il numero.

Come? Attraverso la prevenzione.

Gli incidenti in itinere rappresentano un rischio ancora sottovalutato dalle imprese, perché la cultura della prevenzione, relativamente al rischio stradale, pur se presente non ha ancora avuto modo di svilupparsi in tutto il suo potenziale.

Ogni giorno migliaia di lavoratori si spostano da e verso il luogo di lavoro utilizzando auto, moto o biciclette. E ogni giorno, una quota non trascurabile di questi spostamenti può sfociare in incidenti stradali: nella maggior parte dei casi lievi, ma talvolta con conseguenze gravi, o addirittura mortali.

Quando si verifica un infortunio in itinere, l’impatto per l’Azienda va ben oltre l’evento in sé.

Infatti, oltre al danno sulle persone, si viene a creare un problema che incide sulla struttura, sull’organizzazione e anche sulla reputazione dell’Azienda, soprattutto oggi che è così importante tutelare i dipendenti sia nella sicurezza sul lavoro che nel benessere psicofisico.

Ma che cos’è un incidente in itinere?
Un
incidente in itinere è un infortunio sul lavoro (anche mortale) che accade ad un lavoratore, anche per colpa del lavoratore stesso, mentre percorre un tragitto abituale per motivi di lavoro, ma al di fuori degli orari di lavoro, per esempio:

  • dalla sua abitazione al luogo di lavoro o dal luogo di lavoro alla sua abitazione;
  • per spostarsi tra due sedi di lavoro;
  • per raggiungere e tornare dal luogo di consumazione dei pasti, nel caso in cui nel luogo di lavoro non sia presente una mensa aziendale.

Incidenti in itinere in numeri

Lo scorso anno, sono stati denunciati oltre 98.700 infortuni in itinere, con un incremento del +3,8% rispetto al 2023 (fonte: INAIL – dati ufficiali, relativi anno 2024). Gli infortuni in itinere sono quasi il 19% del totale degli infortuni rilevati e oltre il 40% dei decessi sul lavoro.

Anche se non si vuole qui porre l’accento sull’aspetto economico, il costo medio stimato per singolo incidente in itinere è pari a 7.400 €, considerando giornate lavorative perse, impatto sul premio assicurativo, costi organizzativi e spese legali (fonte: elaborazioni INAIL + Censis).

A questi dati economici si aggiungono i costi indiretti, spesso difficili da quantificare ma altamente rilevanti:

  • riduzione della produttività del team;
  • ridistribuzione del carico di lavoro sui colleghi;
  • criticità nella sostituzione della persona assente;
  • gestione amministrativa, HR e legale;
  • peggioramento del clima organizzativo;
  • calo degli indicatori di performance.

Inoltre, il rischio di incidente in itinere non riguarda esclusivamente chi guida mezzi aziendali, ma rappresenta un pericolo potenziale per tutte le funzioni, quel che si potrebbe definire un rischio trasversale.

L’incidente in itinere, infatti, è tale anche per impiegati, tecnici, commerciali, operai: qualsiasi lavoratore che effettui spostamenti sistematici per motivi di lavoro, non solo i conducenti “di professione”.

All’aumentare della mobilità aziendale, cresce in modo proporzionale l’esposizione complessiva al rischio e l’impatto potenziale di un singolo evento critico.

Cioè, più persone si muovono su strada alla guida di un veicolo, più potenzialmente aumenta il rischio.

E quindi?

Ecco perché conviene investire in prevenzione

Un approccio improntato alla prevenzione nell’ambito della sicurezza stradale rappresenta uno degli strumenti migliori per la riduzione del rischio, perché rende gli autisti più consapevoli e li aiuta ad essere in grado di relazionarsi alla guida di un mezzo aziendale con tecnica e preparazione.

Un progetto di formazione alla guida specifica permette all’Azienda di:

  • abbassare gli indici di frequenza e gravità degli infortuni;
  • ridurre il premio assicurativo INAIL (ne abbiamo parlato in questo articolo);
  • limitare il rischio di contenziosi e spese di risarcimento;
  • dimostrare impegno concreto in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro ed anche responsabilità sociale.

In conclusione…

Prevenire vuol dire investire sul futuro. E ad alto ritorno! Oltre ad essere sintomo di un buon clima aperto e attento in Azienda, adoperarsi per mettere in pratica strategie e comportamenti volti a prevenire un infortunio stradale non è solo una scelta etica, ma una decisione di leadership e sostenibile, che va direttamente a influire su:

  • equilibrio economico;
  • benessere delle persone;
  • continuità ed efficienza organizzativa,
  • e di riflesso, su positivi flussi di lavoro.

Come si attuare una valida prevenzione dal rischio stradale oggi?

Se sei un’Azienda, o vorresti saperne di più sulle tecniche e sugli strumenti che ci aiutano a prevenire il rischio stradale, contatta il team di Formula Guida Sicura, e scopri come possiamo trasformare insieme un rischio potenziale in un incremento della tua sicurezza!

Per qualsiasi informazione o approfondimento, scrivici all’indirizzo: info@formulaguidasicura.it o contattaci al numero verde 800 974 112.

Siamo a tua disposizione.

A presto!

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